Ciao Ragazzi, o dovrei chiamarVi Giovanissimi?
Mi hanno chiesto di scrivere qualche rigo per testimoniare la mia esperienza di animatrice del Gruppo Giovanissimi e allora ho pensato che il modo migliore fosse di scriverVi una lettera, quella lettera che avrei voluto “spedirVi” qualche mese fa, parlandoVi di tutti i sentimenti che ho provato, quando la mia vita mi ha imposto una scelta e come in ogni scelta ho dovuto fare dei sacrifici.
Tra questi, quello di non poterVi più seguire come avrei voluto nel cammino che abbiamo iniziato qualche anno fa. E’ stato difficile separarmi da Voi, sapere che non Vi avrei più visto tutti i sabati, capire che avrei perso molti dei Vs. cambiamenti. Purtroppo, però, ogni scelta ha il suo prezzo. Tante volte, infatti, nei nostri incontri, abbiamo parlato delle difficoltà che ci lacerano, quando siamo costretti a scegliere la via da seguire e spesso abbiamo concluso che ognuno di noi deve percorrere la strada disegnata per lui da Gesù. La mia strada mi ha portato lontano da Voi, lontano fisicamente, ma non moralmente. Spesso, quando torno a Veglie, Vi dico che Vi seguo su Facebook per sentirmi a Voi vicina e qualcuno mi ha anche risposto che non è stessa cosa.
E’ vero, non è la stessa cosa. Anche di questo abbiamo spesso parlato. Facebook è un surrogato di vita reale. Lì ci sono solo le Vs. foto, i Vs. pensieri, i link che condividete, ma manca il contatto umano, il calore dell’abbraccio, l’ebbrezza del cogliere la Vs. crescita con ogni mutamento cui andate incontro.
Queste sono cose che si scoprono soltanto standoVi accanto, ogni sabato, nel difficile cammino della crescita, cercando di carpire i Vs. stati d’animo, i Vs. dubbi, le Vs. certezze che spesso si trasformano in labili convinzioni, la Vs. voglia di dimostrare che ci siete e che “volete cambiare il mondo”.
E già, perché siete tutto questo Ragazzi. Siete dubbio, certezza, gioia, esuberanza, voglia di cambiare il mondo, ma siete anche sofferenza, contraddizione, incoerenza, e tutti questi sentimenti si sono spesso incrociati nei nostri incontri e/o nei campi scuola, quando insieme ai sorrisi, agli abbracci e alle lacrime abbiamo scoperto quanto può essere bello camminare e crescere insieme, trasmettendoVi noi educatori la nostra esperienza di vita al fine di donarVi regole ed indirizzi certi, anche se non sempre condivisi, e trasmettendo, Voi Giovanissimi a noi educatori, quella fanciullezza che spesso sopita nel nostro animo si è risvegliata a contatto con la Vs. giovinezza.
E anche quando non ci comprendete fino in fondo, nella Vs. intimità, nell’animo, lì dove vivono le emozioni e i sentimenti, spero che intendiate che con le nostre regole e i nostri indirizzi, anche quando in realtà volete fare come Vi pare, vogliamo soltanto farVi capire che teniamo alla Vs. persona e che vogliamo soltanto il meglio per Voi.
Ecco Ragazzi, come spesso abbiamo detto nei nostri incontri, cercate sempre e solo il meglio per Voi, senza farVi annebbiare da falsi miti e ideali, senza farVi trascinare, anche quando si rischia di non accorgersene, nel turbinio della massa. Seguite sempre e soltanto gli insegnamenti di Colui che avete spesso definito, fin dai primi incontri, l’Amico per eccellenza.
Molte volte Vi ho detto che siete Unici e Irripetibili e che Dio Vi ha disegnati e plasmati così per realizzare il Suo disegno. Lo penso vivamente e non potete nemmeno immaginare la mia e la gioia di tutti noi educatori, quando Vi vediamo realizzare i Vs. sogni, quando il sabato ci raccontate che avete raggiunto un obiettivo importante, quando nel parlare delle Vs. esperienze ci manifestate di aver testimoniato il Vangelo.
Continuate così Ragazzi, fate capire ai Vs. coetanei quanto può essere utile e importante far parte di un Gruppo Giovanissimi. Dimostrategli che ci si può divertire anche all’interno di una parrocchia. Testimoniate sempre la Vs. fede ma anche il Vs. impegno e soprattutto non dimenticate mai che siete gli Amici dell’“Amico per eccellenza” e che Lui, prima del Gruppo, deve essere la Vs. guida e la Vs. forza.
Con affetto,
Sabrina